CASTELLO MARTINI

La dinastia Martini poteva vantare origini molto antiche. Quasi sicuramente, infatti, le radici della casata Borghese possono essere ricondotte ad un passato Abruzzese di cui è andata persa ogni traccia intorno al 1400.
 
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 Vita di Santa Galadriella Arcangelo

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Zaccagnini
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MessaggioTitolo: Vita di Santa Galadriella Arcangelo   Mar Mar 01, 2016 8:41 pm

Questo testo è la traduzione di una pergamena vecchia ritrovata circa una decina di anni fa in una vecchia biblioteca su un'isola greca. Il suo autore è sconosciuto e la traduzione ha necessità di numerose ore di lavoro a causa della pergamena in cattivo stato alla sua scoperta.


Citazione :
Agiografia di Santa Galadriella Arcangelo

L'infanzia nera:

Galadriella nacque nei tempi torbidi nei quali la Città di Oanilonia era consegnata ai peccati. La sua famiglia faceva parte di quelli che si rivendicavano come i forti. Controllavano il commercio delle mucche e si assicurano così la loro superiorità sugli altri. Barricati in un grande casamento a fianco della collina che sovrastava Oanilonia. Galadriella cresce in questo contesto di conflitti permanenti, resta chiusa instancabilmente nella sua camera e nella sua casa. Galadriella era una bambina semplice che non chiedeva mai niente e che si accontentava di ciò che gli si offriva. Di Dio non conobbe niente durante la sua infanzia. Le si raccontò solamente la storia della sua città facendo passare Oane per un uomo di potere. Fu rigettata rapidamente dai suoi fratelli e sorelle che la trovavano troppo debole. Fu messa dunque in disparte ritrovandosi ben presto sola, viveva nel solaio della sua casa, nel buio, aspettando solamente i due pasti che gli si portava mezzogiorno e sera. Tuttavia arrivò un giorno che cambiò tutto per lei. Mentre la domestica veniva a portargli il suo piatto di mezzogiorno, come d'abitudine, la luce che passò dalla botola rivelò a Galadriella una pila di libri che non aveva mai visto. La fortuna gli sorrise trovò al lato dei libri delle candele ed un piccolo oggetto che le premise di creare una debole fiamma. Apprese così a leggere, sola nel suo solaio e scoprì presto altri libri perché il suo solaio ne era pieno. Un giorno mentre finiva di leggere un'opera che trattava di piante medicinali e ne cercava una nuova da studiare trovò un vecchio fascio di pergamene, molto consumate, con numerose pagine. Si chiamava “La Guida”. Questo libro raccontava la storia di Oane e della creazione della città ed è così che Galadriella scoprì l'esistenza di Dio. A partire da quel giorno lo pregò ogni giorno, pregava un po’ di più la domenica per entrare in comunione con Lui come facevano gli antichi cittadini riunendosi sulla tomba della Guida.

La liberazione:

Un giorno un grande fracasso la svegliò. La casa era una ancora una volta attaccata. Il vizio si era spinto al suo parossismo e la città non era niente più che un macello dove tutti si uccidevano l’un l’altro, fornicava e la famiglia di Galadriella doveva pagare il prezzo del decadimento degli uomini che avevano dimenticato Dio ed il suo Amore. Tutta la famiglia e la servitù furono massacrati, le donne violentate prima di essere sgozzate o sventrate. Galadriella, nascosta in fondo al suo solaio pregò durante tutto il tempo nel quale durò l'attacco, seguito dal saccheggio. Dopo parecchi giorni nei quali non mangiò, rintanata nel suo solaio, infine uscì. La casa era saccheggiata, non restava più niente, tutto era stato preso o distrutto. Scappò nelle montagne dove sopravvisse del tempo prima di tornare nella città. Trovò delle persone che, come lei, credevano ancora in Dio e nel suo Amore. Con essi aiutò chi poteva, mangiando e bevendo sempre poco, non possedendo niente per lei se non un vecchio abito semplice per vestirsi. Durante questo tempo servì il povero ed il debole dando prova della più grande generosità possibile, la sua umiltà era riconosciuta da tutti quelli che erano con lei.


L'illuminazione:

E’ allora che Dio si rivolse agli abitanti di Oanilonia annunciando loro la distruzione prossima della città. Avvenne allora che i sette Signori del Vizio, come li chiamava Galadriella, apparvero e presero il controllo di una parte della città per la loro ribellione contro Dio. Galadriella era nel campo opposto, insieme a quelli che credeva ancora all'Onnipotente, al suo Amore e riconosceva i peccati degli uomini così come chi accettava con umiltà. Durante i sei giorni Galadriella pregò con Raffaele, Michele, Silfaele, Gabriele, Giorgio e Uriele e quel pugno di uomini e di donne che l’avevano seguita. Durante questi sei giorni Dio si rivolse due volte a lei. La prima mentre una donna era morente per mancanza di cibo. Le disse allora:

- Galadriella, dei sette uomini che incarnano le virtù supreme sei quella che possiede di meno e non senti mai il bisogno, aiuta questa donna per provarmi che incarni bene la perseveranza e sarai ricompensata.

Durante i due giorni che seguirono Galadrielle mangiò solamente un tozzo di pane, lasciando il resto della sua razione alla donna che si salvò. Il terzo giorno Dio parlò una nuova volta a Galadriella e gli disse come la prima volta:

- Galadrielle, dei sette uomini che incarnano le virtù supreme sei quella che possiede di meno e non provare mai il bisogno, offri ai tuoi compagni tutto ciò che possiedi per provarmi che incarni bene la perseveranza e tu sarai ricompensata.

Galadriella diede allora tutto ciò che possedeva, anche il suo abito, che custodì tuttavia come prestito alla richiesta di una donna. E mangiò grazie all'amicizia dei suoi compagni, ciascuno dei quali le diede un poco di che nutrirsi ogni giorno. Il settimo giorno arrivò, il suolo si spaccò, le fiamme uscirono dalla terra e tutta la città fu inghiottita. Galadriella, i suoi sei compagni e i loro discepoli si erano rifugiati su una collina dove assisterono al cataclisma. E’ allora che la luce scese su essi. Galadriella, Raffaella, Michele, Silfaele, Gabriele, Giorgio e Uriele ebbero l'onore di essere chiamati arcangeli per l'umiltà e la virtù che tutti loro avevano incarnato, i loro discepoli diventarono degli angeli perché avevano provato anche essi il loro desiderio di pentimento.

L'arcangelo:

Diventata arcangelo grazie alla sua umiltà e la perseveranza che incarnava Galadriella diventò uno dei sette secondi di Dio che avevano per missione di aiutare gli uomini ogni volta che ciò fosse possibile così come di combattere la Creatura senza nome. Galadriella compì allora con zelo la missione che Dio gli aveva confidato. Durante i primi tempi, fino alla nascita di Aristotele non fece altro che guardare con sofferenza gli uomini dedicarsi al paganesimo. Ma la nascita del Profeta cambiò molte cose, ella ispirò allora numerose persone a seguire la strada della perseveranza. Ad ogni preghiera che gli era rivolta scendeva sulla terra e concedeva il suo perdono. Non cessò mai il suo combattimento contro gli avidi.
Giunse un giorno in cui venne chiamata sulla Terra da un giovane ragazzo che gli chiedeva il suo aiuto. Il bambino, che era solo a piangere e pregare sul suo letto in una grande camera fastosa, vide arrivare una donna, coi lunghi capelli biondi, vestiti di un leggero e semplice abito di lino bianco immacolato che rivela le sue forme, due ali nella schiena che irradiavano una luce pura. Si rivolse così al ragazzo:

- Sono Galadriella, Arcangelo della Perseveranza, mi hai chiamato in aiuto e rispondo alla tua chiamata, dimmi in che cosa posso aiutarti.

Il ragazzo, stupito per la bellezza e la purezza di Galadriella gli rispose:

- Mio padre, il Re di queste terre, mi costringe a mangiare e bere come un guerriero perché dice che sono troppo gracile. Ma non amo mangiare tutte queste cose e bere tutti questi vini come lui e la sua corte.

Galadriella scosse la testa e mentre si alzava in aria per partire in un battito di ali gli rispose:

- Sarai accontentato mio ragazzo.

E lei sparì nel cielo tra due nuvole. L'indomani i magazzini del Re furono ritrovati vuoti, questo, non potendo accedere a tutto il cibo che ingurgitava ogni giorno morì. Il giovane ragazzo diventò Re e mai più qualcuno fu grasso in questo regno.

Venne un giorno in cui Dio chiese personalmente a Galadriella di compiere una missione per lui. La convocò, si presentò a Lui in ogni umiltà e le disse:

- Galadriella, vai a compiere per me una questua. Vai nelle terre dimenticate, là dove si trovano le rovine di Oanilonia, voglio che mi riporti la Corona della Creatura senza nome.

Galadriella partì per un lungo viaggio. L'area delle terre dimenticate non era conosciuta da nessun uomo e solo un angelo poteva accedervi volando. Non c'è altro che leghe e leghe di terre aride e nere, senza nessuna vita o goccia di acqua. Galadriella trovò all'area delle rovine di Oanilonia un'immensa crepa. Durante i giorni cercò in giro la Corona della Creatura senza nome senza successo. Esasperata pensò ad abbandonare e ritornare vergognosa in Paradiso per confessare il suo insuccesso a Dio. Avvenne allora che un uccello uscì dell'immensa crepa. Galadriella comprese che doveva andare a cercare la corona nel baratro. Ella entrò dentro, illuminava la sua strada grazie alla luce divina che irradiava. In fondo al baratro, su un piedistallo cinto di lava, trovò la corona. Enorme, tutta d’oro ed incastonata di numerose pietre preziose, testimonianza dell'orgoglio della Creatura senza nome. Galadriella prese allora la corona ed uscì del baratro ma là fu attaccata. La Creatura senza nome in persona gli saltò sopra, avvolgendola della sua nefandezza. Combatterono parecchi giorni senza arrivare a far trionfare né la luce né l'ombra. E’ allora che Giorgio, Arcangelo della Giustizia arrivò per aiutare Galadriella. Trapassò la Creatura senza nome con la sua lancia e la respinse facendola fuggire. Riportò allora Galadriella e la corona al Paradiso, là Dio distrusse l'oggetto, simbolo di brama e gratificò Galadriella di una grazia divina per il suo combattimento contro la Creatura senza nome.


Tradotto del greco Da Arilan di Louvois, Teologo del Santo Uffizio romano.
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