CASTELLO MARTINI

La dinastia Martini poteva vantare origini molto antiche. Quasi sicuramente, infatti, le radici della casata Borghese possono essere ricondotte ad un passato Abruzzese di cui è andata persa ogni traccia intorno al 1400.
 
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 Messa e Benedizione

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Zaccagnini
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MessaggioTitolo: Messa e Benedizione   Mar Ott 25, 2016 11:11 am

♗- SANTA MESSA - ♗
Celebrata da S.E Rev.ma Cardinale Camerlengo Fenice Deversi - Aslan Borgia
Cardinale Camerlengo Santa Chiesa Aristotelica
Quarta settimana del mese del Tempo Ordinario



Quella mattina, non era una mattina come tutte le altre.
Carlo Maria si levò presto, si preparò, gli uccellini cominciavano a cantare.
Le stanze del Castello erano ancora silenziose, e gli ospiti riposavano.
Carlo Maria ringraziò l'Altissimo per tutto quello che aveva, e con fare svelto uscì dal Castello per andare nella Cappella.
L'aria era frizzante, la nebbia bassa lasciava presagire una meravigliosa giornata di sole, la brina rendeva luminosa l'erba intorno alla Cappella.

Entrò , apri le porte per farla arieggiare, e andò in sagrestia a preparare i paramenti per l'imminente messa che aveva come ospite il Cardinale Camerlengo Fenice e il Patriarca Cardinale Tacuma.

Carlo Maria era contento di questa visita si piacevole, ma allo stesso tempo ricca della massima spiritualità possibile.
Teneva così tanto che tutti i presenti e in particolare la sua famiglia venisse benedetta dal Camerlengo.

Preparò dei fiori bianchi, fresci e profumati.

La luce illuminava l'altare con un raggio di sole.
Mise una tovaglia di lino bianca, e delle candele vicine.
Preparò il messale e pose il Libro delle Virtù sul leggio.

Anche se la cappella era ad uso domestico, Carlo Maria aveva sempre degli ospiti nel Castello ai quali aveva chiesto di essere presenti alla funzione.
Essendo piccola e a uso familiare, non mancò di suonare la piccola campana.

Dopo aver suonato la piccola campana, entrò in sagrestia e indossò i Sacri Paramenti in attesa dell'arrivo dei Cardinali, dei Fratelli e dei Fedeli


Campana della Cappella

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tacuma

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mar Ott 25, 2016 5:22 pm

Giunse proprio mentre il suono della campana si diffondeva nell'aria
La cappella era pronta, molto semplice ovviamente nel suo addobbo, ma si respirava in ogni suo angolo la presenza del Signore
Buongiorno fratello sorride a padre Zac mentre si accomoda su una panca

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Zaccagnini
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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mar Ott 25, 2016 5:41 pm

Buongiorno a Voi Eminenza.
Sono lieto che ci siete anche voi a concelebrare in questa giornata.
Siete il mio maestro , il mio autore, e poi siete anche il padrino di Marramiero. Insomma uno di famiglia ormai .


Sorrise e lo invitò ad andare in sagrestia a indossare i sacri paramenti

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tacuma

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mar Ott 25, 2016 6:56 pm

Certo fratello si alza
su su andiamo

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Cardinal.Fenice



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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mer Ott 26, 2016 1:54 pm

Dopo una notte di riposo sereno, Madre Fenice si era alzata per tempo, di ottimo umore.
Una passeggiata per meditare le aveva permesso di pensare a molte cose di cui doveva occuparsi in quei giorni, e gli stivali l'avevano protetta dalla brina che induriva l'erba.
Entrò sorridente nella cappella proprio mentre rintoccava la campana, in tempo per seguire Padre Tacuma e Padre Zac nella sacrestia.


Buongiorno, fratelli, pace e bene. Sono molto lieta di essere qui con voi.
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Marramiero

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mer Ott 26, 2016 4:15 pm

marramiero si vesti di tutto punto per recarsi alla santa messa nella cappella di famiglia ,quel giorno cerano molte persone importanti come il camerlengo e   sua eminenza tacuma suo padrino di battesimo . al suono delle campane fece una passeggiata nei giardini del castello  per raggiungere la cappella ,Era  una giornata stupenda piena di gioia e serenità ,il sole splendeva alto nel cielo e si sentiva il profumo del bianco spino nel aria. Marramiero entro si chino dinanzi l'altare si segno con l'acqua benedetta saluto suo fratello saluto il suo padrino con fare affettuoso e porse  le sue riverenze  a sua eminenza il camerlengo poi si sedette tra i primi banchi aspettando l'inizio della funzione

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Ultima modifica di Marramiero il Mer Ott 26, 2016 5:34 pm, modificato 1 volta
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Marzadro



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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mer Ott 26, 2016 5:19 pm

che giornata oggi pensò subito Marzadro appena sveglio
oggi per la Famiglia Martini sarebbe stato un giorno memorabile perché avevano l'onore di ospitare
il Patriarca Tacuma e il Camerlengo Cardinal Fenice
perciò si levò svelto dal letto e si preparò molto in fretta, passo di volata dalle cucine per una vorace colazione e si diresse verso la Cappella
gli Ospiti e suo fratello il vescovo Zac erano già in sagrestia pertanto non li disturbò
si avvicinò all'acqua santa e in silenzio recitò una preghiera
poi si sedette vicino a Marramiero
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tacuma

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mer Ott 26, 2016 8:05 pm

Benvenuta eminenza esclama
Poi si volge a padre Zac
Che dici monsignore possiamo entrare?

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nik85

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mer Ott 26, 2016 8:41 pm

emozionatissimo nik si recò in cappella agghindato a festa...in compagnia dei suoi fratelli salutò come si deve gli ospiti in particolare Tacuma e il Cardinal Fenice inginocchiandosi di fronte al loro eminente cospetto ed esclamò la benedizione dell'altissimo ci protegge tutti soprattutto grazie a voi, sono norato di potervi accoglioere con la mia famiglia nella nostra umilissima casa, grazie... e con il fiato strozzato dalle lacrime di felicità si congedò e sedutosi in prima fila con i suoi familiari con il petto gonfio d'orgoglio si mise ad ascoltare con attenzione, rinchiuso in una profonda preghiera

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Lord_vizio

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Gio Ott 27, 2016 9:35 pm

Anche Cosimo quella mattina sapeva della celebrazione importante che investiva il Castello la sua famiglia e tutti i cari amici ospiti.
Entrò , salutò tutti e si mise a sedere vicino ai fratelli !

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Olimpia



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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Gio Ott 27, 2016 9:40 pm

Olimpia insieme a Sean si recò al Castello Martini per l' importante messa che si sarebbe celebrata.
Salutò con un inchino i presenti e prese posto.
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Zaccagnini
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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Gio Ott 27, 2016 9:42 pm

Fratelli esclamò parlando con i Cardinali.
Le persone più care sono entrate in Cappella.
Possiamo incamminarci verso l'Altare

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tacuma

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Gio Ott 27, 2016 10:16 pm

Lentamente  il corteo si avvia verso la cappella.
Benvenuti fratelli nella casa del Signore esclama sorridendo
Giorno fausto questo per noi tutti.
Giorno fausto per  il nostro amico, per padre Zac
e  lo guarda sorridendo
tanto lavoro, sforzi, preghiere...ma e'  riuscito a riunire la sua meravigliosa famiglia
allarga le braccia il cardinale quasi ad accoglierli tutti
e'  riuscito ad averli tutti qui nella nostra martoriata terra Cosimo Ludovico ,  Nerone, Niccolò , Augusto Manfredo, Gigi il nostro sagrestano,  Marramiero, Teodorico Alberto... si fa triste, ma e' un attimo
E oggi la voce si fa roca, e'  emozionato
oggi questa unione, questa casa, questa cappella, questo attimo di estrema gioia sara' benedetto dal camerlengo della Chiesa aristotelica.
E ride
badate bene figlioli, e' un onore, un onore grande come mai avere qui il camerlengo... gioite quindi per questa immensa gioia che oggi il Signore vi dona!

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Marramiero

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Gio Ott 27, 2016 10:48 pm

marramiero alle parole del cardinale tacuna si riempi il petto do orgoglio per lui e per la sua famiglia ma soprattuto per il fratello zaccagnini che con i suoi sforzi e i suoi insegnamenti tiene unita una grande famiglia

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Cardinal.Fenice



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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Ven Ott 28, 2016 12:26 am

Monsignora sorrise e guardando con affettuoso rimprovero il cardinal Tacuma gli disse

Confratello carissimo, sono qui in veste di amica e di madre, come il sacerdote che spero di rimanere sempre, prima di tutto.
Come ho sempre detto, la benedizione del più giovane sacerdote appena ordinato ha lo stesso identico valore di quella del camerlengo... dunque stiamo insieme in letizia, uniamo le nostre voci e la nostra preghiera in questa celebrazione e chiediamo all'Altissimo di mantenerci saldi nella fede e uniti negli affetti sinceri.
Noi siamo la famiglia della Fede e siamo qui per benedire una famiglia... rivolgiamo per un momento, prima di cominciare, il nostro pensiero a tutti coloro che noi chiamiamo la nostra famiglia e ai quali ci sentiamo legati.
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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Ven Ott 28, 2016 4:21 pm

Carlo Maria, piegò la testa e in silenzio pensava alla sua famiglia e ai suoi cari, raccogliendo l'invito di Madre Fenice.

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Ven Ott 28, 2016 6:09 pm

incantato dalle parole del cardinale Nik si commosse...

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Dom Ott 30, 2016 11:02 am

Anche Tacuma pensa alla sua famiglia, a chi e' liontano, ma oggi la sua famiglia e' questa venezia martoriata...

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mar Nov 01, 2016 10:44 pm

Monsignora rialza la testa e dice

Padre, Creatore nostro,
benedici i nostri affetti
e le persone alle quali siamo legati.
Rendici capaci di proteggere i deboli
e di sostenere gli afflitti,
poiché è nel momento del bisogno
che l'Amore e l'Amicizia devono darci forza.

La nostra voce si innalza a Te per riconfermare la nostra Fede:

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN
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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mer Nov 02, 2016 9:00 am

Prima di procedere con la lettura, Carlo Maria recitò il Credo insieme a tutta l'assemblea.

Io credo in Dio, Altissimo ed Onnipotente,
Creatore del Cielo e della Terra,
Dell'Inferno e del Paradiso,
Giudice della nostra anima nell'ora della nostra morte.

In Aristotele, suo profeta,
Il figlio di Nicomaco e Phaetis,
Inviato per insegnare la saggezza
E le leggi divine dell'Universo agli uomini smarriti.

Io credo anche in Christos,
Nato da Maria e Josef.
Egli ha votato la sua vita a mostrarci il cammino del Paradiso.
E' così che dopo aver sofferto sotto Ponzio,
Egli è morto nel martirio per salvarci.
Egli ha raggiunto il Sole dove l'attendeva Aristotele alla destra dell'Altissimo.

Io credo nell'Azione Divina;
Nella Santa Chiesa Aristotelica Romana, Una ed Indivisibile;
Nella comunione dei Santi;
Nella remissione dei peccati;
Nella Vita Eterna.

AMEN

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Gio Nov 03, 2016 8:34 pm

Dopo aver recitato il Credo Aristotelico, Carlo Maria, scuro in volto e molto triste per gli avvenimenti nella Serenissima, si avvicinò al leggio.
Inforcò gli occhialetti e cominciò a fare la lettura scelta.



Dalla vita di Aristotele, L'assedio di Aornos I ha scritto:

Capitolo Primo

Io, Epistene, davanti a questa statua di marmo che con la stretta di mano tra Alessandro e Aristotele rende immortale l'amicizia che legava i due uomini, che esisteva tra il discepolo e il suo maestro, scoprendo la quale chi può mai trattenere una lacrima, mi ricordo...

Mi rcordo del tempo in cui al servizio del Grandissimo Alessandro il terzo, e voglio testimoniare, al crepuscolo della mia vita, gli avvenimenti favolosi di cui fui il testimone, allorché l’armata macedone attaccava Nicea e le rive del Cophen, al di là dei monti Paraponisiadi. Nessuno tra noi conosceva i nemici retrocessi e misteriosi che affrontavamo. Alessandro e io amavamo conversare delle memorie di Ctésia, o degli scritti di Erodoto, che costituivano tutto ciò che si poteva sapere.

Le condizioni del nostro periplo erano disperatamente cattive. I soldati erano stremati dal calore e dall’aria insalubre. L’umidità si insinuava ovunque, la lordura formava delle patine giallastre sui visi contratti dei soldati, e la più piccola escoriazione si infettava subito. L’acqua potabile veniva a mancare, come il cibo che marciva in pochi giorni. Alcuni furono presi da febbri mortifere che facevano scorrere i loro umori a grandi fiotti da tutti gli orifizi, e li lasciava morti. Lo sfortunato contingente doveva progredire su cammini indegni di questo nome, resi allo stato di pantani dalle piogge diluvianti che si abbattevano, come una fatalità, alla fine di ogni giorno.

E infine, un buon mattino, attaccammo la città di Aornos, rifugio del popolo Assaceno, che il nostro buon re aveva per nemico. Quattro immense torri d’argento formavano gli angoli di un complesso di fortificazioni, che proteggevano una città singolare nella sua posizione. La città era situata su una collina. Sulla sua sommità, si poteva distinguere quello che doveva essere un tempio, sormontato da una sorta di minareto sfavillante d’oro e pietre preziose, che sovrastava, appesa al fianco del rilievo, la città propriamente detta.

Alessandro fece un’ispezione minuziosa delle sue truppe, poi tenne un discorso molto avvincente sull’abnegazione alla causa pubblica, per risollevare il loro morale. In seguito fece riunire i suoi generali per discutere della strategia da prendere. Lo stato-maggiore fu d’accordo a organizzare un'assedio, e Alessandro fece quest’obiezione ricca di buon senso: <Gli lanceremo lo stesso qualche palla per fargli sapere che ci siamo. Che si facciano installare le catapulte!>. E così fu fatto secondo la volontà del sovrano.

La prima salva fece reagire in modo particolarmente buono i nostri nemici. Vedemmo venire nella nostra direzione una truppa di tre cavalieri, che costituiva una delegazione Assacena. Uno di essi si diresse dritto verso Aristotele, precettore da sempre di Alessandro, uomo d’incredibile saggezza, e di cui da questi avvenimenti io ne credo la santità. Gettò uno sguardo fermo al nostro filosofo, poi tenne questo tonante discorso: "Noi ti attendiamo, vieni. Il Grande Capo del serpente cosmico ha profetizzato la tua venuta". Poi, si rivolse ad Alessandro in termini così costernanti: "Sovrano di Macedonia, tu potrai distruggere Aornos molto presto, ma prima noi dobbiamo compiere il Grande Disegno, e mostrare ad Aristotele la nostra città e la sua organizzazione. Quando sarà di ritorno le potrai dare l’assalto". Alessandro si insospettì, temendo una trappola, ma Aristotele gli parlò in questi termini: "Se non soddisferò la mia curiosità, non potrò morire in pace".

Alessandro: "Ma se ci vai, io morirai prima".

Aristotele: "Se non ci vado morirò più tardi, ma molto peggio della morte, io morirò insoddisfatto. In entrambi i casi io sarò morto".

Alessandro: "A te la scelta".

Ecco che ciò sollevò la mia curiosità, e chiesi discretamente al mio re se potevo seguire il filosofo nella sua visita, cosa che egli accettò. Gli Assaceni fecero lo stesso.

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Sab Nov 05, 2016 12:55 am

Ascoltata la lettura, Monsignora Fenice disse

Miei cari, vorrei condividere con voi una riflessione su questo testo.
E' il concetto di scelta, e della scelta di morire soddisfatti, vale a dire seguendo ciò che riteniamo giusto e importante, o morire insoddisfatti.
Siamo sempre liberi di scegliere, e la scelta la facciamo, per prima cosa, per noi. E' a noi che dobbiamo rispondere, poiché sappiamo, nel profondo del nostro cuore, ciò che è giusto. Questa è la stessa risposta che dobbiamo dare a Dio.

Vorrei sentire il vostro parere su questo.


E li guardò sorridendo.
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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Sab Nov 05, 2016 1:33 pm

Prende la parola e ripete le ultime frasi della lettura
"Ma se ci vai, io morirai prima"
"Se non ci vado morirò più tardi,
ma molto peggio della morte,
io morirò insoddisfatto.
In entrambi i casi io sarò morto".
"A te la scelta".

Osserva i presenti
La scelta.
Si, abbiamo questa enorme possibilità.
E tuttavia ogni nostra scelta io credo, da sacerdote quale sono, deve essere ispirata alla virtù e alla vita santa.
Mai come oggi, nella nostra terra, così martoriata e sull'orlo dell' occupazione da parte di eserciti stranieri, necessita di scelte.
Scelte giuste che siano ispirate dall' Altissimo e che ci aiutino per un futuro.
La libertà che ci è stata elargita dobbiamo quindi utilizzarla usando la ragione ed il cuore
ripete ricordando Aristotele.

Sorride mestamente
Dalle nostre scelte dipende il futuro della nostra famiglia, la famiglia Aristotelica


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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mar Nov 08, 2016 5:17 pm

Anche Carlo Maria volle prendere la parola dopo il Patriarca.
Vorrei riflettere in senso piu ampio rispetto a quanto detto dal Patriarca, il quale ha ben spiegato la lettura appena fatta.
Dobbiamo tentare in ogni modo e con tutte le nostre forze di abbracciare il massimo di tutto quello che l'Altissimo ha creato e ci ha messo davanti agli occhi.
Non lasciamo e non permettiamo che gli altri sognino se stessi e noi sogniamo di loro.
Viviamo amorevolmente e con passione la nostra vita, cogliamo gli attimi, i momenti, ma facciamolo con la massima partecipazione.
Pensiamo a un contenitore, benissimo, lo dobbiamo riempire, si ma di cose belle, pure.
Per morire bene, non basta che sia buono l'atto finale, bisogna che sia positivo il giudizio che diamo sulla vita che abbiamo vissuto; morire "vecchi e sazi di giorni"


Guardò il Camerlengo e il Patriarca e rimase in silenzio

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MessaggioTitolo: Re: Messa e Benedizione   Mar Nov 08, 2016 7:16 pm

Figlioli, fratelli, è il momento di condividere il pane e il vino disse il Camerlengo, e li benedisse.
Questo è il simbolo dell'unione, e ricorda il sacrificio del Secondo Profeta.
L'unione e il sacrificio sono, in questo momento, parole dense di particolare significato.


Scese il silenzio per lunghi istanti. Infine, sollevando lo sguardo, il Camerlengo disse

La benedizione dell'Altissimo scenda su di voi e vi protegga come uno scudo amorevole.
Andiamo in pace, a conclusione di questa celebrazione, conservando nel cuore la serenità di questa benedizione. E poiché mi era stata richiesta una benedizione particolare, sebbene io sia soltanto una donna, una nullità di fronte a Dio, ho preparato per voi una pergamena, che vi donerò in ricordo di questo incontro.


Si volse verso il segretario Demetrios, che silenziosissimo e quasi invisibile aveva seguito in disparte la celebrazione, e gli fece segno di avvicinarsi.
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